Pubblicato il: 18-09-2022
Lo studio approfondito delle stanze .20 e .21 della “Vǫluspá”, primo poema dell’“Edda poetica”, porta all'incontro con Gullveigr, figura misteriosa associata alla vicenda della guerra tra gli Asi ed i Vani. Capostipite di quella parte della stregoneria tradizionale definita come seiðr, si suppone possa appartenere ai Vani, in quanto si considera tale vicenda quale risultante della guerra tra le due stirpi. Altre teorie, tra le quali quella formulata da Gabriel Turville-Petre (1908 - 1978), docente inglese di letteratura islandese antica all’Università di Oxford, ne contestualizzano una sua identificazione nella divinità di Freyja, sacerdotessa del seiðr. La stanza 21. adduce infatti con “incantò i sensi” ad una libera interpretazione affine a “fece perdere il senno agli dèi con il seiðr”. Gullveigr è per tre volte bruciata e per tre volte rinasce, rimanendo “ancora viva” quale simbolo introflesso di un fuoco distruttore ma nello stesso tempo ristoratore di nuove realtà, avvicinando il suo simbolismo ad uno dei significati archetipali propri della runa Dagr.